Ho superato il regime dei minimi 30000

Blocco navale, respingimenti in mare, centri di detenzione in Libia. La ricetta è la stessa da almeno quindici anni. Ci hanno provato tutti. E ogni volta è stato un fallimento: miliardi di euro persi e migliaia di morti in mare. Voici, hélas, ce qui est en train de se décider au niveau européen: un nouveau fonds pour la protection des frontières Questa volta non sarà diverso.

Per il semplice fatto che alla base di tutto ci sono due leggi di mercato che invece continuano ad essere ignorate. La seconda è che il proibizionismo sostiene le mafie. E se non saranno le compagnie aeree a farlo, lo farà il contrabbando. Che poi sono i paesi da dove provengono la maggior parte dei nostri lavoratori emigrati: Romania, Albania, Ucraina, Polonia, i Balcani, tutto il Sud America. In altre parole, le ambasciate europee in Africa hanno smesso di rilasciare visti o hanno reso quasi impossibile ottenerne uno.

Le mafie libiche hanno ormai il monopolio della mobilità sud-nord del Mediterraneo centrale. Riescono a spostare fino a centomila passeggeri ogni anno con un fatturato di centinaia di milioni di dollari ma anche con migliaia di morti. Davvero ci siamo dimenticati che gli sbarchi non esistevano prima degli anni Novanta? Vi siete mai chiesti perché? E vi siete mai chiesti perché nel anziché comprarsi un biglietto aereo una famiglia debba pagare il prezzo della propria morte su una barca sfasciata in mezzo al mare?

Il regime dei minimi 2014 0km

Il motivo è molto semplice: fino agli anni Novanta era relativamente semplice ottenere un visto nelle ambasciate europee in Africa. Allora, se davvero Salvini vuole porre fine, come dice, al business delle mafie libiche del contrabbando, riformi i regolamenti dei visti anziché percorrere la strada del suo predecessore.

Non invii i nostri servizi segreti in Libia con le valigette di contante per pagare le mafie del contrabbando affinché cambino mestiere e ci facciano da cane da guardia. Non costruisca altre prigioni oltremare con i soldi dei contribuenti italiani. Perché sono i nostri soldi e non vogliamo darli né alle mafie né alle polizie di paesi come la Libia o la Turchia. Noi quelle tasse le abbiamo pagate per veder finanziato il welfare!

Per aprire gli asili nido che non ci sono. Per costruire le case popolari che non ci sono. Per finanziare la scuola e la sanità che stanno smantellando.

Per creare lavoro. Perché anche quella è una balla. Che non ci sono soldi per i servizi. I soldi ci sono, ma come vengono spesi? Quanti miliardi abbiamo pagato sottobanco alle milizie libiche colluse con le mafie del contrabbando negli anni passati? Quanti asili nido ci potevamo aprire con quegli stessi denari?

Salvini non perda tempo. Faccia sbarcare i seicento naufraghi della Acquarius e anziché prendersela con le ONG, chiami la Farnesina e riscrivano insieme i regolamenti per il rilascio dei visti nei paesi africani.

Introduca il visto per ricerca di lavoro, il meccanismo dello sponsor, il ricongiungimento familiare. Perché io continuo a non capire come mai un ventenne di Lagos o Bamako, debba spendere cinquemila euro per passare il deserto e il mare, essere arrestato in Libia, torturato, venduto, vedere morire i compagni di viaggio e arrivare in Italia magari dopo un anno, traumatizzato e senza più un soldo, quando con un visto sul passaporto avrebbe potuto comprarsi un biglietto aereo da cinquecento euro e spendere il resto dei propri soldi per affittarsi una stanza e cercarsi un lavoro.

Centomila persone costrette ad anni di attesa per avere un permesso di soggiorno che già sappiamo non arriverà in almeno un caso su due. Perché almeno in un caso su due abbiamo davanti dei lavoratori e non dei profughi di guerra. Significa che di qui a un anno almeno cinquantamila persone andranno ad allungare le file dei senza documenti e del mercato nero del lavoro. E se il lavoro è in Germania, in Danimarca o in Norvegia, non ha senso costringere le persone dentro una mappa per motivi burocratici.

Perché non possiamo permetterci di avere cittadini di serie a e di serie b. E guardate che lo dobbiamo soprattutto a noi stessi. Perché chiunque di noi abbia dei bambini, sa che cresceranno in una società cosmopolita. Sdoganare un discorso razzista è una bomba a orologeria per la società del domani. Perché forse non ce ne siamo accorti, ma siamo già un noi.

Il noi e loro è un discorso antiquato. Un discorso che forse suona ancora logico alle orecchie di qualche vecchio nazionalista. Ma che i miei figli non capirebbero mai. Perché io non riuscirei mai a spiegare ai miei bambini che ci sono dei bimbi come loro ripescati in mare dalla nave di una ONG e da due giorni sono bloccati al largo perché nessuno li vuole sbarcare a terra.

Da quel noi e da quelle battaglie comuni. Dopotutto, siamo o non siamo una generazione a cui il mercato ha rubato il futuro e la dignità?

Siamo o non siamo una generazione che ha ripreso a emigrare? E allora basta con le guerre tra poveri. Basta con le politiche forti coi deboli e deboli coi forti. O forse trentamila morti non sono abbastanza? Some migrants were left adrift in international waters while European Union member states competed to sound more resolute in their refusal of a safe port.

It was left to Spain to intervene as supplies began to run out aboard the rescue ship, the Aquarius, one of the handful of charity boats still operating despite their routine harassment by the EU-backed Libyan coastguard. Germany was too busy to comment as its leaders sound off over tougher asylum laws in response to the grisly murder of a teenage girl. In this reading, Salvini is seeking an overhaul of the so-called Dublin regulations to ease the burden on frontline states such as Italy and Greece and remove the obligation for new arrivals to seek asylum in their country of first arrival.

This interpretation would be both reassuring and completely wrong. This is not about the incremental advance of national interests. Where European observers had expected Italy to pick a fight with the EU over the single currency, its interior minister has gone straight for migration. Italy has been left alone to deal with sea arrivals from north Africa and talks over new Dublin regulations will not change this.

There is no solidarity on asylum and migration. Salvini has blocked the Aquarius because this is the terrain on which he wins regardless of the outcome. As the leader of the far-right Northern League, he has built a campaign around promises of mass deportations of migrants. No matter — rhetorical battles over migration allow him to pose as the senior coalition partner and defender of Italy.

Human rights and international law could be subordinated to the need for control even if this meant co-opting Libyan militias, paying smugglers to act as coastguards or redirecting development aid to corrupt African regimes in return for trapping Africans on the move. European voters, the reasoning went, would forgive rights abuses in faraway places in return for harder borders. In its simplest formulation, EU policy-makers framed the choice as one between allowing moderates to talk like Salvini or getting Salvini himself.

Since the man himself and his party were swept out of power it has become painfully apparent that there is no electoral dividend for centrists who endorse anti-migration populism. They are still missing the point. By treating migration policy as an arena of crisis where human rights and international law could be discarded in the rush to respond to a perceived panic, Minniti and his supporters in Brussels and Berlin were the midwives of Salvinism.

It has been left to the mayors of southern Italy to defy their own government and publicly offer the Aquarius a safe port. Often the strongest rebuttal to the populists comes not from the tainted centre but from Europeans in the areas most affected by the actual movement of people. La scelta di solidarietà fatta dal Governo spagnolo di fornire assistenza materiale e giuridica ai naufraghi salvati dalla nave Aquarius, infatti, non deve oscurare la gravi responsabilità del governo italiano nella conduzione complessiva di tutte le operazioni.

Solo in questo senso possono essere lette le principali Convenzioni internazionali pertinenti in materia e, tra esse:. Fino al momento nel quale la Spagna non ha annunciato il suo intervento per ragioni umanitarie il centro di coordinamento dei soccorso italiano, competente e responsabile degli stessi, ha continuato a non indicare alcuna destinazione alla barca Aquarius, rendendosi completamente inadempiente verso precisi obblighi indicati dal diritto internazionale ed interno e ponendo a rischio que faut il faire comme sport pour perdre du poids enceinte vita di centinaia di persone.

Regno Unito e Jaloud c. Paesi Bassi. Le persone soccorse vertevano infatti in evidente necessità di cure mediche urgenti, nonché di generi di prima necessità acqua, cibo, medicinalie tali bisogni non potevano esser soddisfatti in alto mare.

Il governo italiano, invece, ha voluto imporre il solo uso della forza. Depositato in procura a Roma un esposto contro la chiusura dei porti decisa da Salvini. On souhaiterait également que ce nouveau gouvernement mette fin aux opérations de push-back des migrants se présentant aux enceintes de Ceuta et Melilla.

Una nave della Marina Usa ha salvato 41 persone e recuperato 12 corpi senza vita nel Mediterraneo. Perché da Roma non sono arrivate istruzioni. Aquarius procede a fatica contro il mare in burrasca, ancora a ridosso della Sicilia, a sud di Marsala. A questa velocità impiegherà almeno 6 giorni per arrivare a Valencia. I migranti erano stati soccorsi da mezzi della Guardia costiera ed erano già entrati in territorio italiano.

Sea-Watch strongly denounces the fact that once again people in distress at sea are being held in diplomatic limbo. The dispute on migration must not be carried out at the expense of people in need. Meanwhile, we still await instructions as no state has taken responsibility so far. The Sea-Watch 3 is currently the only dedicated rescue asset in the Mediterranean Sea. At Our vessel Sea-Watch 3 proceeded towards the given position as the only civil rescue asset left in the mediterranean sea at that moment.

Meanwhile, Italian Coast Guard asset CP is disembarking people and 2 dead bodies in the Sicilian port of Catania today, which shows a double standard upheld by the Calories peanut butter jif government. Sea-Watch therefore urges the European states to make way for a political solution for this charade; after safe arrival to Italy, there are also many roads that lead from Rome.

Still there is no knowledge about the real number of drownings as it is likely not all bodies could be retrieved. Réfugiés interdits de débarquer à Cuba. Ce paquebot transatlantique quitte Hambourg le 13 mai en direction de La Havane. On interdit donc aux passagers de débarquer. Un gigantesque marché noir. Les embarquements clandestins se poursuivent une fois la guerre déclenchée, les réfugiés prenant des risques croissants pour tenter de rejoindre clandestinement la Palestine depuis les ports de la mer Noire, à travers le Bosphore, les Dardanelles et la mer Egée.

Da tre giorni, ormai, dopo aver invano chiesto di poter trasbordare il suo carico sulla nave della Ong tedesca Sea Watch, la nave vagava in attesa di sapere dove poter sbarcare i vivi. I morti, quelli, vista la complessità della situazione, hanno deciso di abbandonarli in acqua. Ci stiamo coordinando con i nostri partner internazionali per decidere la destinazione delle persone a bordo". I soccorritori hanno dato priorità al recupero di coloro che avevano bisogno di aiuto immediato.

La barca di salvataggio è poi tornata sul posto per cercare quei corpi, ma non li ha trovati". Martedi, subito dopo il soccorso, dopo aver chiamato le guardie costiere libica e italiana, la nave americana si è rivolta alla Sea watch, comunicando di avere in corso il recupero dei 12 corpi, e ha chiesto la disponibilità al trasbordo.

Dopo il caso Aquarius, il rischio è che poi, con i migranti a bordo, non venga concesso un porto in Italia e la nave, che non è grande, non potrebbe affrontare una lunga navigazione come quella cui è stata costretta la Aquarius. La richiesta viene reiterata dagli americani alla sala operativa di Roma, ma la risposta è che il soccorso non è stato coordinato da Roma e dunque non spetta a loro indicare il porto.

In realtà il soccorso non è stato coordinato da nessuno. La decisione dovuta al maltempo. La nave prende a bordo sistematicamente persone a tratta: ora ne hannoun quinto di quelle che imbarcano di solito.

Lo sbarco dei migranti avverrà comunque in maniera scaglionata e lontano dagli occhi dei media. The plight of who were stranded at sea for days has highlighted the migration dispute between EU members.

Lo riporta La Vanguardia. Et puis il y a cette couverture de ABC Altre decine, centinaia di morti si temono nelle settimane a venire. Salvini ha chiuso i porti alle navi delle Ong straniere che caricano a bordo migranti naufraghi e sottolinea che debbano attraccare nei porti dei loro Paesi e non in Italia.

Giuridicamente ha un fondamento la sua rivendicazione? Quando richiamano i luoghi di sbarco — da indicare dalle competenti autorità nazionali e nel nostro caso dal comando della guardia costiera di Roma — le convenzioni di diritto del rides sous yeux 25 ans bruel non distinguono tra navi umanitarie, navi commerciali o militari.

La See Watch 3, additata da Salvini e bloccata nelle operazione come la Aquarius, è una Ong tedesca ma batte bandiera olandese: dopo i salvataggi potrebbe per esempio rientrare nei porti anche in Olanda, in Germania, o per legge deve attraccare per forza in Italia?

Il criterio biosthetique pousse cheveux afro Stato di bandiera è arbitrario e non garantisce una sollecita conclusione delle operazioni di soccorso in un porto sicuro, che non è necessariamente quello più vicino ma deve trovarsi nello Stato della centrale operativa della guardia costiera che coordina i soccorsi. E inoltre la Aquarius è una nave umanitaria di Sos Mediterranee e Medici senza frontiere: Ong transeuropee o addirittura internazionali.

Non a caso il criterio dello Stato di bandiera non è mai stato applicato in anni di soccorsi nel Mediterraneo perché è sussidiario. Non garantisce lo svolgimento rapido delle procedure di soccorso imposto dalle convenzioni internazionali. La fine della legge universale del mare. Di conseguenza devono sbarcare, come sbarcano, solo in porti italiani.

Prendendosi a questo punto in carico anche la prima registrazione dei richiedenti asilo? Si avranno soltanto centinaia di morti in più, come conseguenza della cacciata delle Ong. Matteo Salvini says Lifeline and Seefuchs ships will have to land migrants elsewhere. The Italian interior minister Matteo Salvini Lega has announced after negotiations with minister of infrastructure Danilo Toninelli 5 Starsand the minister of defence Elisabetta Trenta 5 Stars the retreat of the Italian rescue forces from the international waters of the central Mediterranean Sea.

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All the more important will it be to connect the activities of non-governmental rescuers in the Central Mediterranean with strategies of admit boat-people in Germany, France, and other EU member states. Hinzuweisen ist auf folgenden Hintergrund: Es geht um die Todeszone in der Nähe der libysch-italienischen Off-Shore-Petro-Förderanlagen im zentralen Mittelmeer, wo in den vergangenen drei Jahrzehnten die meisten Boat-people ertrunken sind. Or voici que récidivent, sous nos yeux, la méprise et le mépris envers ceux qui migrent.

Nazifier les personnes et les événements relève certes du lieu commun, dénote une paresse de la pensée, tient du réflexe rhétorique pavlovien. Le Saint-Louis fait route vers Cuba. Ainsi prétend-il mettre fin à un trafic de visas ayant pris des proportions scandaleuses dans une île en crise.

Attente angoissante. Les républicains ont réussi une percée lors des élections de mi-mandat, en novembre Les câbles adressés au président démocrate par certains passagers du Saint-Louis restent sans réponse. Après 40 jours et 40 nuits océaniques, le Saint-Louis débarque à Anvers sa cargaison humaine. Le 11 marsYad Vashem devait honorer la mémoire de ce marin allemand antinazi en lui accordant le titre de Juste parmi les nations.

Quand montent les périls, des individus clairvoyants et volontaires se posent en vigies des libertés. Les victimes du racisme nazi refuseront la proposition raciste du despote des Antilles. Refuser les réfugiés tient lieu de politique commune aux États froids et veules, qui se satisfont des pertes humaines en temps de paix comme dans la guerre.

Une chanson pour finir. Aquarius était son titre phare. The extraordinary support we have received from European civil society since we were first refused a port of safety for the people who were stranded on the Aquarius shows that citizens are wiser than their leaders Report, 13 June. By showing their attachment to human life and dignity first, they contrast with the European heads of state and governments for whom this intolerable journey should be a wake-up call.

To those EU leaders who would like us gone, we repeat that, as a maritime and humanitarian organisation, our only aim is to save and preserve life according to the law of the sea; and to bear witness on behalf of civil society to the ongoing tragedy in the Mediterranean. Nevertheless, we have to remind them that as EU member states, they are co-responsible for the situation in the Mediterranean.

By contributing to the training and financing of the Libyan coastguard, they are consciously participating in interceptions of boats in distress, which not only result in people being sent back to the Libyan hell, but also gravely jeopardises safe, efficient and professional search and rescue activities in international waters.

To those of them who have been indifferent to our repeated calls for more coordinated search and rescue capacity in the central Mediterranean and for a European response to the drama on our common shores, we say that time has come to wake up.

We urge all EU states best botox in kansas city adopt immediately an adequate and common response plan to this tragedy: a European rescue fleet must be deployed and a EU-shared policy must be found for the safe disembarkation of the rescued people in the nearest port of safety. Indifference has resulted in too many deaths; inaction is criminal. As long as there will be people risking their lives at sea, SOS Méditerranée will pursue its mission in the international waters at the doorstep of Europe to search, rescue and testify.

Cette semaine, en effet, ça se passe beaucoup à Rome! Mardi dernier, quelque-part au milieu de la mer Méditerranée. De leur propres gardes-côtes? Avec Salvini, tout est possible Et, contrairement à une autre partie très importante de la société italienne qui se mobilise pour accueillir les personnes migrantes, les électeurs qui ont voté pour les deux partis au pouvoir, la Ligue et le Mouvement Cinq Etoiles, applaudissent des deux mains. De la volonté de quoi? De renvoyer manu militari à la frontière toute personne entrée sans papier sur leur territoire.

Les renvoyer où alors? A la mer? La seconde est maintenant au gouvernement en Italie, en Autriche, au Danemark, en Hongrie, en République tchèque, en Slovaquie, et en Pologne.

Un compromis ou une synthèse est-elle possible? Au passage, gardons bien en tête le nombre de personnes concernées. Selon Eurostat, citée par Euractiv. Endemandes enregistrées. Mais, en Libye, ces personnes vivent un véritable enfer Ceci ne serait pourtant que du court terme. Et là, cette semaine, ça se passe à Bilbao. Mais qui est Rainer Haas? Seuls les survivants auraient droit, et encore, à un permis de séjour?

Si donner des permis de séjour fait si peur à certains, on pourrait inventer des permis de circuler entre plusieurs pays. Dopo otto giorni in mare e 1. Aquarius sfila con il suo scafo arancione davanti alle televisioni di tutto il mondo schierate sul molo, mentre dal ponte i naufraghi intonano un canto.

Dopo lunghi giorni di tensione, esplode la gioia. Un regimen en atribucion de rentas della guardia civil spagnola schierata allo sbarco non riesce a trattenere il sorriso. La rotta spagnola Alle Più di cento sono portati in ospedale, ma solo sei sono ricoverati.

Le operazioni di sbarco vanno avanti per tutto il giorno e si concludono verso le I migranti riceveranno un permesso umanitario valido per 45 giorni poi dovranno accedere alla procedure di richiesta di asilo ordinaria. Ma non tutti condividono la speranza che le sofferenze e gli ostacoli per queste persone siano terminati.

Una parte dei migranti appena arrivati sarà trasferita in Francia, perché il governo di Emmanuel Macron ha comunicato la sua disponibilità, ma non vengono diffusi troppi dettagli su questa opzione. Mentre in particolare i migranti di origine algerina e marocchina rischiano di essere rimpatriati. Durante lo sbarco nel porto di Valencia, un gruppo di attivisti protesta davanti alla sala stampa. Denunciano le politiche di respingimento della Spagna nei confronti dei migranti nelle enclave di Ceuta e Melilla in Nordafrica e chiedono la chiusura dei centri di detenzione per il rimpatrio nella penisola iberica.

La Spagna è il paese europeo con più immigrati in relazione alla popolazione il 10 per cento e il secondo paese dopo la Germania in termini assoluti con 6 milioni di immigrati. Ma è anche uno dei primi stati europei ad aver investito sulla militarizzazione della frontiera, tanto che le recinzioni di Ceuta e Melilla, costruite negli anni novanta, sono diventate il simbolo della cosiddetta Fortezza Europa.

Solo nel finesettimana appena trascorso, la guardia costiera spagnola ha soccorso 1. Nelle operazioni sono stati recuperati quattro cadaveri e 43 persone risultano disperse. Un punto di non perdre 1.5 kilos par semaine ordinaire Originario di Alassio, in Liguria, e con una lunga esperienza alle spalle da coordinatore della missione, Stalla non avrebbe mai pensato che la Centrale operativa della guardia costiera di Roma avrebbe potuto ordinare alla nave Aquarius di attraccare a Malta, dopo aver coordinato i drammatici soccorsi di sabato notte.

Frontierland rides visage per ora appare bassa. Ed essendo stata la Aquarius incaricata dalla guardia costiera di Roma di portare in salvo le persone, raccolte in diverse operazioni al largo della Libia, la chiusura dei porti ordinata da Salvini risulta ancora più assurda, tanto più che i porti restano aperti alle navi militari italiane, una delle quali ha portato oltre migranti a Catania.

Da sue ricerche la nave della Ong Lifeline è olandese. E assurdo ipotizzare di arretrare le navi rispetto alla zona dei salvataggi. Italy and Malta have refused to let the boat dock on their territory, as has Spain, which accepted the Aquarius, another boat, earlier this month.

Ma si temono nuovi morti in mare. I servizi giornalistici confermano che si contesta al comandante, che verrà arrestato, il grave fatto di non avere obbedito agli ordini provenienti dalla Centrale Operativa della Guardia costiera italiana di consegnare i naufraghi alle motovedette libiche, se non portarli direttamente in un porto libico.

Sotto processo chi ha rispettato le regole delle Convenzioni internazionali, legittimati gli ordini illegittimi di riconsegna ai libici. Si tratta di ordini illegittimi, mai impartiti prima, frutto delle direttive informali impartite da Salvini e Toninelli. Verranno fuori tracciati, notam, mappe, registrazioni e testimonianze. Vedremo alla fine chi ha rispettato la legge e le convenzioni internazionali e chi le ha violate. Una svolta che complica ulteriormente la situazione, rendendo ancora più incerto il futuro di chi è intrappolato in Libia e il ruolo delle navi umanitarie.

Ce résultat a été obtenu au prix de mesures révoltantes. Enfin, une partie des personnes interceptées se retrouve à nouveau plongée dans des réseaux de criminalité et enfermée dans des prisons sauvages, où elles sont torturées pour obtenir une rançon de leurs proches. MSF sait, pour jouer les fournisseurs de sacs à cadavre à une association locale au nord de la Libye, que ce sont des centaines de personnes qui disparaissent ainsi chaque mois.

Migranti: Toninelli, divieto di attracco per la nave ong Astral. Lo dice in una nota il Ministro delle Infrastrutture e dei trasporti, Danilo Toninelli. Updated 3 : Another battle between Malta, Italy brewing on yet another ship with migrants. Another battle of words is brewing between Malta and Italy on yet another group of migrants that has been rescued by a ship belonging to a non-governmental organisation.

Italian Home Minister Matteo Salvini, on Twitter, wrote that Italy will not be accepting the ship with the migrants which, according to him, is closer to Malta. The map shows that Lampedusa is Al naufragio sono sopravvissuti in Tra i morti ci sono almeno tre bambini. A Spanish rescue boat which plucked 60 migrants from a patched-up rubber dinghy in the Mediterranean Sea near Libya has been given permission to sail to Barcelona, following another political row between Italy and Malta over where the vessel should dock.

The boat, Open Arms, run by Spanish aid group Proactiva Open Arms, said it rescued the migrants — including five women, a nine-year-old child and three teenagers — after it spotted a rubber boat patched with duct tape floating in the sea. All the migrants appeared in good health. Malta swiftly pushed back, with its interior minister contending that the tiny Italian island of Lampedusa, south of Sicily, was closer to the boat. Una tragica illusione.

Il vero pericolo per tutti oggi non viene dal mare, ma dalla costituzione di un fronte sovranista ed identitario europeo, che potrebbe cancellare lo stato di diritto e la democrazia rappresentativa. E allora non ci sarà più spazio nè per i diritti umani nè per i diritti sociali. Questa volta nessuno potrà accusare le navi umanitarie, come hanno fatto fino a oggi direttori di giornali in Italia ed esponenti della sedicente Guardia costiera libica.

Adesso i libici, in assenza delle navi umanitarie, sono costretti ad avvalersi delle navi commerciali in navigazione nelle loro acque, per operazioni di soccorso che da soli non sono in grado di garantire, salvo poi attaccare le ONG. Si ripetono intanto attacchi scomposti contro gli operatori umanitari, che rilanciano la macchina del fango che da oltre un anno si rivolge contro le ONG, accusate regime sans residu riz au lait facile tutti i possibili reati, per il solo fatto di salvare vite umane in mare.

Senza un voto del Parlamento si è cercato di introdurre in via surrettizia il reato di solidarietà, in spregio al principio di legalità, affermato dalla Costituzione italiana. La presenza delle navi umanitarie è stata bollata come un fattore di attrazione delle partenze, se non come vera e propria complicità con i trafficanti, come ha ripetuto in più occasioni Salvini. Ne vediamo oggi le conseguenze mortali. Per alimentare altro odio ed altra insicurezza, utili per le prossime scadenze elettorali.

Sono state anche ritardate le operazioni di sbarco di centinaia di persone, soccorse da unità militari come la nave americana Trentono commerciali come il cargo Alexander Maerskche, solo dopo lunghi giorni di attesa, hanno potuto trasbordare i naufraghi che avevamo a bordo e proseguire per la loro rotta. In molti casi si sono trasferite le responsabilità di coordinamento dei soccorsi alle maigrir imc homme libiche, con i risultati che sono sotto gli occhi di tutti.

Le ultime vicende delle navi umanitarie AcquariusLifeline e Open Arms, dopo il sequestro, lo scorso anno, della nave Juventa, ancora bloccata a Trapani, hanno aperto una nuova fase di tensioni anche a livello internazionale, in particolare con il governo maltese e con le autorità spagnole.

Il governo italiano ha chiuso i porti alle poche navi umanitarie ancora impegnate nelle attività di ricerca e salvataggio SAR sulla rotta del Mediterraneo centrale, mentre si è rilanciata la criminalizzazione delle Ong, e più in generale di chiunque rispetti il dovere di salvare vite umane in mare, malgrado importanti decisioni della magistratura di Ragusa e di Palermo riconoscessero come lecite, anzi doverose, le attività di soccorso umanitario delle stesse Ong sotto inchiesta.

Una iniziativa che potrebbe infuocare ancora di più lo scontro tra le milizie libiche per il controllo dei porti, e del traffico di gas e petrolio. Il cerchio si chiude. Adesso arriva anche il supporto europeo alla chiusura contro le ONG, anche se non si traduce in alcun atto dotato di forza normativa vinclante.

Ma le navi di Frontex e di Eunavfor Med rimangono vincolate agli obblighi di soccorso previsti dai Regolamenti europei n. Il messaggio lanciato dal governo italiano, e ripreso dal governo maltese, è chiaro, riguarda tutti, non solo i migranti. Per chi si trova costretto a fuggire dalla Libia, senza alternative sicure per salvare la vita, il rischio del naufragio si fa sempre più concreto. Quando erano state proprio le Organizzazioni non governative a denunciare chi faceva affari sulla pelle dei migranti e chi ometteva i controlli, denunce fatte in Parlamento e nel lavoro quotidiano di tanti cittadini solidali.

Verranno dalla società civile europea e dagli operatori umanitari le denunce che inchioderanno i responsabili delle stragi per omissione.

Come se si trattasse di nemici interni da eliminare. Di fronte a tutto questo, la resistenza è un dovere. Sea-Watch hindered from leaving port while people drown at sea. Sea-Watch learned today that its vessel is detained in Malta, without any legal grounds provided by authorities.

While rescue assets are blocked in port, recent days have become the deadliest this year. Yesterday, the UNHCR reported another 63 people missing, while on Friday more than people had drowned, among them babies and children.

At the moment there is no suitable rescue asset maigrir gerlinea hyperproteine in the area of operation, despite the fact that the Sea-Watch 3 is well equipped and ready to sail. Sea-Watch strongly urges the Maltese government to stop hindering rescue workers, as human lives are at acute risk.

Terzo naufragio in quattro giorni. I governi uccidono ed i giudici processano la solidarietà. Che oggi, dopo questo ennesimo naufragio, saranno dispersi in qualche parte del Mediterraneo, senza che le loro famiglie possano avere almeno restituiti i cadaveri.

Both boats were rescued by the Moroccan navy. However, one traveller drowned during the rescue operation of the second boat. The boat had left the day before in the early evening from Nador. The contact person botox em salvador wikipedia not been able to reach the travellers since the previous evening, and we did also not manage to establish direct contact.

Via the contact person we received the position of the travellers, but from They had been rescued by the Moroccan navy and were gmp amaigrissement quebec in Morocco, but they informed us that one person had drowned. We learned via the contact person that the person had drowned during the rescue operation, and that the Moroccan navy had been unwilling to resuscitate him.

Four days later we received a testimony from the group of travellers, explaining the events on the night that their friend lost his life. They explained that the Moroccan navy had come towards them, just as a Spanish helicopter had spotted them from above. The navy had approached them quickly, creating big waves which caused the boat to capsize. Most of the travellers managed to cling on to their rubber boat, which had flipped over.

They explained how their friend was not able to grab hold of the boat, and how the navy made no effort to help him, but simply watched him drown. Afterwards they allowed the remaining distressed people onto their vessel, and brought them back to Morocco. We send all our condolences to the family and friends of the traveller who passed away, and want to once again point out that the Moroccan navy is not a rescue organisation, but first and foremost a military unit with border management as their main aim.

Malta blocks migrant search plane from operating in Mediterranean as EU toughens stance on refugee rescues. Malta has blocked an aircraft used to search for migrant boats in the Mediterranean from operating out of the country, according to a migrant rescue group. The German NGO said the plane had been involved in the rescue of some 20, people since it began operating.

The Libyan Coast Guard rescued 41 migrants after the shipwreck of a pneumatic boat in which 63 other people, declared missing, were also traveling, today reported the government. The boat, which sank off the coast of Garabolli, 50 kilometers east of this capital, was carrying people, a figure that can be deduced from the possible victims still to be found, according to the Navy spokesman, Colonel Major Ayoub Gassem. The 41 migrants who traveled as passengers survived because of their life vests, which allowed them to resist until they were rescued.

Gassem lamented the limited resources of the Coast Guard, including only three operational vessels, often immobilized in the port due to lack of fuel, breakdowns and life jackets, in a country through which thousands of Africans try to reach Europe. That body of operations rescued only last June more than 4, migrants, a thousand of them in a single day.

En mai dernier, nous avons eu la chance de participer au Concours de procès simulé en droit international Charles-Rousseau, lequel abordait cette année la problématique des migrants interceptés en mer. Il semblait donc logique que le navire débarque, comme à son habitude, ces personnes en Italie. Mais logique ne fait pas forcément droit. Le navire ayant prêté assistance peut ainsi être considéré comme un lieu sûr. En faisant la sourde oreille à celle-ci, les États européens oublient toutefois leur obligation de coopération en matière de secours et sauvetage.

Les obligations relatives au droit de la mer ne sont pas les seules à entrer en jeu. Toutefois, dans certaines circonstances exceptionnelles, un État peut exercer sa juridiction de manière extraterritoriale. Le silence et la passivité de cet État dans cette affaire est dès lors interpellant…. Ici aussi cependant, les États en procédant à des refoulements en mer, cherchent à contourner celles-ci. Transbordées à bord de bateaux italien et britannique, les personnes secourues ce week-end ont accosté lundi en Sicile après un nouveau ping-pong diplomatique entre Rome et La Valette, les deux capitales se renvoyant la responsabilité de leur accueil.

Elle nous a été refusée. Or, toutes les bonnes volontés sont nécessaires pour sauver des vies. Dans cet objectif, Rome apporte une aide importante à Tripoli, notamment en fournissant des vedettes aux gardes-côtes. A woman and a child were found dead hours after they were left in their damaged boat by the Libyan coastguard. Proactiva Open Arms, which has been rescuing refugees crossing the Mediterranean Sea from North Africa to Europe, says the Libyan coastguard has left at least two refugees to die after abandoning them at sea.

The Spanish NGO, which carries out search and rescue operations in Mediterranean, posted a video and pictures on Twitter showing how their boat took aboard three people; two women and a child. According to tweets by Oscar Camps, founder and director of Proactiva, the boat was damaged and abandoned by the Libyan coastguard. Il cadavere del bimbo senza nome sulla prua della nave Open Arms viene trasferito in un container con del ghiaccio.

Non ci sono celle frigorifere sulla nave che probabilmente dovrà sbarcare ancora una volta in Spagna. Over the past four days, the WatchTheMed Alarm Phone has collected information that strongly suggest that a boat carrying 40 migrants from several African countries seeking protection in Europe was illegally transferred into Tunisian territorial waters after having already reached international waters and the Maltese Search and Rescue SAR zone.

Among the group are eight women, two of whom are pregnant. The wooden boat had left from Libya and was rescued on Friday the 13th of July north of the oil platform Astrat in international waters and in the Maltese SAR zone by the supply vessel Sarost 5. Both Malta and Italy denied the supply vessel their permission to disembark the migrants in Maltese and Italian harbours.

The migrants are still in limbo. After rescue, they were provided with some food and brought to the oil platform. The authorities of Sfax, however, refused to allow them to disembark. But since Monday the 16th of July, at 1am, they are also blocked from entering the port there.

We demand that the people are safely and immediately brought to a safe harbour in Europe. We demand that European coastguards take responsibility for coordinating Search and Rescue operations of boats in situations of distress in their Search and Rescue zones, as legally mandated.

We demand a long-term solution that allows those in distress at sea to be swiftly disembarked in European harbours, rather than the case-by-case evaluations that we see currently, which unnecessarily prolong the suffering of those rescued. We also declare our solidarity with the crews of non-governmental and commercial vessels that carry out vital search and rescue operations despite the obstacles that European governments create.

Lo sguardo traumatizzato, quasi vitreo, di chi ancora non distingue la vita dalla morte. Questa donna miracolata si chiama Josephine, viene dal Camerun ed è rimasta due giorni in mare, attaccata ad un pezzo di legno, prima che i volontari della Ong spagnola Open Arms la recuperassero al largo della Libia. I loro corpi sono a bordo della nave della Ong. Anche la motovedetta Ras al Jade pare essere la stessa quella che già in passato aveva incrociato le spade con la Open Arms : possibile che quella notte ci sia stato più di un salvataggio?

Che i cadaveri di cui si parla siano diversi? Le fotografie diffuse dalla Open Arms — che domani arriverà a Maiorca — mostrano chiaramente che i due corpi senza vita si trovano sullo stesso relitto su cui è rimasta a galla Josefa. È una bugia, è propaganda contro di noi. Certe volte con le motovedette ci spingiamo fin dentro le acque internazionali, dove sarebbe illegale, e io dico che sbagliamo.

Quando bruciamo i barconi degli scafisti lo facciamo per metterli fuori uso, non per sadismo. Noi li prendiamo in mare ma dopo nessuno li vuole.

Pettorino: prestare aiuto a chiunque rischi di perdere la vita in mare. Parole espresse per ribadire quale sia la spinta interiore che sentono i suoi uomini ogni volta che arriva un Sos. Nel tono e nel lessico di Pettorino non ci sono accenti polemici. Ma quelle affermazioni pesano.

Che il numero uno della Guardia Costiera stia per dire qualcosa che lascerà il segno lo intuisce chiunque lo conosca. Una citazione inizialmente non contenuta nel testo originario. A tanti uomini della Guardia Costiera queste parole sono suonate come un incoraggiamento. Mit der Order ist die Mission faktisch gestoppt, vorerst jedenfalls. Betroffen ist auch ein deutsches Versorgungsschiff. Seit ist die Mission mit einer kleinen Flotte von Kriegsschiffen auf dem Mittelmeer aktiv.

So sollen die dort agierenden Schleusernetzwerke aufgeklärt und an ihrem lukrativen Geschäft gehindert werden. Die EU sieht die Mission deswegen als Erfolg an. Fast Genau gegen diesen Automatismus geht Italien jetzt vor, die neue Regierung in Rom fährt einen radikalen Kurs gegen Flüchtlinge und will nicht länger akzeptieren, dass Italien die Hauptlast der ankommenden Menschen trägt. Folglich verbietet Rom privaten Rettern schon länger, gerettete Flüchtlinge nach Italien zu bringen.

Als Reaktion auf den Brief aus Rom trafen sich die mit der Sicherheitspolitik betrauten EU-Botschafter umgehend zu einer Krisensitzung - eine Einigung konnte nicht erzielt werden. Folglich beorderte der Kommandeur der Mission die Schiffe in die Häfen. Auch am Freitag setzten sich die Botschafter erneut zusammen.

Dem Vernehmen nach wollte man Italien anbieten, einen Schlüssel zu erstellen, wie die von der EU-Mission geretteten Menschen in ganz Europa verteilt werden können. Bis zum späten Nachmittag war nicht bekannt, ob sich Rom auf den Kompromiss einlässt.

Ähnliche Angebote der anderen EU-Nationen hatten zumindest die quälenden Odysseen privater Rettungsschiffe in den jüngsten Tagen beendet, die von Italien an der Einfahrt in seine Häfen gehindert worden waren. Auch Deutschland hatte sich zur Aufnahme von kleineren Kontingenten der Geretteten bereit erklärt. Details wurden zunächst nicht bekannt. Denkbar ist, dass es um Vorschläge geht, Flüchtlinge, die in Italien an Land gehen, rasch auf Länder zu verteilen, die sich dazu bereit erklären.

In der Debatte der EU-Sicherheitsbotschafter am Mittwoch versuchten die anderen Mitgliedsländer Italien davon zu überzeugen, sich weiter an das gemeinsam beschlossene Mandat zu halten. Über die künftige Ausgestaltung des Mandats sollte im September ohnehin diskutiert werden. Denkbar ist, dass dies nun vorgezogen wird. Darin soll dann auf italienischen Wunsch auch festgelegt werden, wie bei der Mission gerettete Flüchtlinge künftig verteilt werden, nachdem sie an Land gebracht wurden.

Diplomaten sagten, Italien habe dies durch seine Blockade-Ankündigung erzwungen. Um den Verteilungsschlüssel dürfte bald heftig gestritten werden.

Ed essere sempre più autonome Le navi delle ong tornano in mare e questa volta schierano anche i droni, per continuare nella propria ricerca delle imbarcazioni di migranti e salvare sempre più persone. Il volontario Alessandro Porro ha svelato anche che ci sarebbero stati alcuni incontri fra le diverse organizzazioni proprio per coordinare al meglio gli sforzi.

Alla fine, ancora una volta, tutte le colpe vengono riversate sulla ONG Open Arms che per la Meloni sarebbe addirittura responsabile di tratta e di causata strage. Un rovesciamento completo della narrazione dei fatti che si vuole imporre agli italiani in preda alla paura per la insicurezza che subiscono, una insicurezza che ha cause e responsabili molto diversi da quelli indicati dai politici di governo.

Che attaccando le ONG devono solo nascondere i propri fallimenti, sia sul piano interno, che in Europa e nei rapporti con i paesi terzi, a partire dalla clamorosa bocciatura da parte dei libici di tutti i piani proposti da Salvini e Moavero. Saranno le indagini ad accertare se le persone, poi rinvenute cadavere sulle tavole del relitto, siano state abbandonate ancora in vita a seguito di un rifiuto a salire sulla motovedetta.

Episodi nei quali la Guardia costiera libica aveva allontanato o minacciato imbarcazioni delle ONG intervenute in soccorso in acque internazionali, spesso sotto il coordinamento iniziale della guardia costiera italiana, si sono ripetute da tempo.

Open Arms ha presentato la sua denuncia alla magistratura spagnola contro il comandante della Triades, contro il comandante della motovedetta libica che sarebbe intervenuta sul gommone poi ritrovato distrutto ed alla deriva, e contro eventuali ignoti che dovessero emergere dalle indagini come responsabili del coordinamento dei soccorsi.

Quanto poi affermato da un esponente daila Guardia costiera di Misurata, negli ultimi comunicati, conferma buona parte della ricostruzione iniziale fornita da Open Arms, e subito smentita da Salvini.

Anche se altri avrebbero preferito il silenzio. Qualcuno strumentalizza una vittima per fini politici — proseguono le stesse fonti. Rimane la certezza di una grave anomalia democratica in Italia.

Da una parte si ritiene di potere diffamare e calunniare le ONG, ed anche chi li difende, senza dovere mai pagare il conto di accuse che non trovano ancora conferme certe da parte della magistratura, che ha pure archiviato indagini sulle quali si è giocata una ignobile speculazione mediatica. Sembrerebbe ormai scontata la violazione delle regole internazionali di soccorso, anche quando questo inizialmente è gestito dalla Guardia costiera italiana, come è avvenuto a giugno nel caso della nave Aquarius.

Un caso che ha occupato per giorni le prime pagine di giornali. Ma tutto questo oggi non sembra interessare più nessuno. Si deve rimanere in silenzio anche su queste vicende? A causa di questa campagna mediatica, già scatenata lo scorso anno, ed adesso rilanciata con toni ancora più minacciosi, si sono ritirate, o sono state bloccate, la maggior parte delle navi umanitarie.

Cosa è cambiato, se è cambiato qualcosa, dopo il 28 giugno, quando si è affidata soltanto ai libici una immensa zona SAR che evdentemente non sono in grado di gestire garantendo la salvaguardia della vita umana in mare? Risultato di queste politiche di progressivo ritiro e delle prassi aggressive nei confronti di chiunque soccorre migranti in alto mare, sulla rotta del Mediterraneo centrale, un aumento delle vittime,oltre quattrocento nelle ultime settimane, e probabilmente di tante altre non se ne sa nulla.

Come non si sarebbe saputo nulla di Josepha e delle due vittime con le quali era rimasta aggrappata ad una tavola in alto mare, se Open Arms non avesso continuato le sue missioni, pur restando in acque internazionali, ad una distanza assai elevata dalla costa libica, oltre chilometri 80 miglia marine.

Adesso si profila una guerra totale alle ONG, dopo avere portato a compimento la criminalizzazione della solidarietà. Le campagne di stampa, agite in maniera scientifica sui social, hanno prodotto più effetti delle sentenze della magistratura. Adesso fa notizia che una ONG abbia denunciato una omissione di soccorso, senza essere invece inquisita per agevolazione di ingresso clandestino. Una cappa di silenzio è invece calata sulla vicenda dei 40 migranti bloccati da sei giorni a bordo di un rimorchiatore, il SAROST, fermo davanti alla città tunisina di Zarzis perchè nessuno vuole offrire un porto sicuro di sbarco.

Nessuno ha raccolto gli appelli delle ONG perchè si procedesse allo sbarco. Chiediamo che a questo punto almeno la Tunisia garantisca un porto di sbarco e soccorsi per i feriti. Non è possibile alcuna assuefazione, che vorrebbero imporci. A bordo della SAROST sono ancora in attesa di sbarco in un porto sicuro, che nessuno ha indicato, due donne incinta e un ferito, che sono in acqua da 10 giorni. Persone che lo scorso anno, in una occasione simile, sarebbero state già soccorse da una nave umanitaria, in assenza di mezzi statali, e sbarcati in Italia in un porto sicuro.

Le torture e le estorsioni nei centri di detenzione libici sono ormai provate ed ancora attuali, secondo le testimonianze raccolte allo sbarco. Sullo sfondo altri accordi con le milizie. Tutto questo senza la minima base legale di un voto parlamentare.

Sembra proprio la fine del diritto internazionale, piegato dalla politica della forza muscolare esibita sui social e del fatto compiuto. Quando invece giornalisti indipendenti o rappresentanti delle ONG raccontano fatti documentati e facilmente verifiicabili, quando gli avvocati esercitano in pieno il loro ruolo di difensori dei diritti umani, si scatenano le minacce e le ritorsioni, che collegano pezzi di istituzioni, servizi e gruppi delle destre identitarie europee, ben oltre quanto consentirebbero i ruoli istituzionali dei soggetti da cui provengono.

Insinuazioni calunniose si rivolgono anche a chi difende gli operatori umanitari ed i migranti. Quando i processi contro le ONG si arrestano, o le indagini vengono archiviate, solo uno spazio a fondo pagina, la sentenza di condanna gli italiani la hanno già emessa nei giorni della tempesta mediatica. La fine della presunzione di innocenza e del diritto ad un giusto processo. Sono tempi in cui una menzogna ripetuta cento volte sembra valere più della verità, lo soin visage levallois perret, e vediamo la marea nera di consenso che si sta aggregando attorno alle posizioni più estreme sul tema immigrazione, che giocano sulla vita delle persone per raccattare consensi elettorali o per aumentare il potere contrattuale con gli altri paesi europei.

Evidente la saldatura nei fatti tra le estreme destre identitarie e nazionaliste europee e la poltica di Salvini, che aspira ad un asse con Orban in Ungheria e Kurtz in Austria. Alla fine in Europa i diversi nazionalismi si scontreranno tra loro, ma dalle macerie ne usciremo tutti impoveriti e con una grave lesione dei principi democratici. Ma le ferite inferte oggi ai rapporti internazionali, alla coesione sociale, alla possibilità di convivenza pacifica con gli immigrati tutti, resteranno aperte per anni.

E per costruire una finta sicurezza costruiranno sempre più muri, fino a quando saremo tutti reclusi. Non arretriamo. Saremo ancora attivi nella difesa degli operatori umanitari e di tutti coloro che saranno accusati di crimine per avere soccorso o prestato assistenza alle persone migranti.

Perchè prima che di migranti si tratta di persone, che devono avere riconosciuti gli stessi diritti fondamentali che spettano a qualunque persona, a partire dal diritto alla vita. Perchè i loro diritti sono i nostri diritti. Over the last decade the coastguard has coordinated the rescue of hundreds of thousands of migrants off the coast of Libya, in many cases pulling them from the water themselves in treacherous conditions.

But as of June, they have been ordered to transfer calls for help and reports of boats in distress to the Libyan capital Tripoli. Now — despite a culture of traditionally not criticising government policy — a handful of coastguard staff have spoken out. Many migrants trying to reach Europe are desperate not to go back to Libya as they potentially face abuse and rape in detention centres.

In recent weeks the policy has left the coastguard powerless as several ships with rescued migrants aboard spent days stranded in the Mediterranean unable to dock in Italy. On Wednesday, at an event marking the rd anniversary of the Italian Coastguard, admiral Giovanni Pettorino, coastguard commander, evoked the memory of Salvatore Todaro, a submariner who during WW2 took serious risks to rescue the survivors of a ship he had just sunk.

We have years of civility behind us and we do these things. Speaking anonymously to Catholic daily Avvenire and Radio Radicale, some coastguard officers said the priority to rescue those in danger was demonstrated earlier this month. On 13 July the coastguard was sent to keep watch on migrants crammed into a fishing boat, but took part in a later rescue mission even though Rome had told them to let Malta take charge, the officers implant mammaire avant apres gnar. The month of June was the deadliest in the Mediterranean in recent years with the International Organisation for Migration IOM reporting some deaths or disappearances, despite the fact that overall departures have dropped sharply since the summer of His far-right League party — which governs the country as part of a coalition — has also experienced a boom in the polls: the League garnered 17 percent of the vote at the March general election, but opinion polls now suggest support of around 30 percent.

Every life. Operazioni sempre di più spesso oggetto attacchi calunniosi e nel mirino di iniziative giudiziarie, in Italia ed a Malta. Anche se le prime inchieste contro alcune ONG sono state già archiviate. Analoga risposta negativa è giunta alla proposta di Salvini che intendeva lanciare un piano Marshall per la Libia, allo scopo evidente di rinforzare la cd.

Un progetto già avviato da anni da precedenti governi, al quale si voleva dare adesso maggiore concretezza con un ulteriore fornitura di motovedette al governo Serraj.

Ma le promesse italiane si sono rivelate farlocche, le motovedette da regalare ai libici sono pochissime, e sembra che il loro arrivo a Tripoli sia previsto per il mese di ottobre. Sempre che ad ottobre a Tripoli ci sia ancora il governo Kane pa train rides. Chi ha spinto per quella zona SAR libica che ancora oggi non esiste, porta sulla coscienza le centinaia di vittime che i ritardi degli interventi dei libici, e le modalità di ingaggio violento adottate dalle motovedette di Tripoli, hanno prodotto in questo ultimo mese.

Il 20 maggiol'ufficiale ciociaro fu investito del triplice incarico di viceré, governatore generale e comandante superiore delle truppe. Senza la legge del taglione ad decuplo non si sana la piaga in tempo utile.

Attendo conferma" [17] [28]. Il 19 febbraio il viceré Graziani invitava nel suo palazzo di Addis Abeba la nobiltà etiope per festeggiare la nascita del principe di Napoli e per l'occasione decideva di distribuire una elemosina ad invalidi del luogo ciechi, storpi, zoppi. Dal 30 aprilein base ai rapporti ufficiali, le esecuzioni passarono ail 5 luglio a 1. Dalla relazione del colonnello Azzolino Hazoncomandante dei carabinieri in Etiopia, si evince che i soli carabinieri passarono per le armi 2.

Il numero esatto delle vittime della repressione è tra i 1. Maletti era partito il 6 maggio da Debre Berhan e, stando ai rapporti da lui stesso redatti, attraversando la regione del Menzle sue truppe avevano incendiato La sera del 19 maggio Maletti aveva circondato Debra Libanos: il grande monastero risalente al XIII secolo, era stato fondato dal santo cristiano Tecle Haymanot e comprendeva due grandi chiese e i modesti tucul ove abitavano monaci, preti, diaconi, studenti di teologia e suore.

Maletti provvide nella stessa giornata a cercare un luogo adatto per il brutale massacro. Le esecuzioni si protrassero sino alle Ordino pertanto di passare immediatamente per le armi tutti i diaconi. Il nuovo massacro fu eseguito in località Engecha, a pochi chilometri da Debre Berhan, e nella mattina del 26 maggio furono sterminati altri diaconi. In totale, dunque, la cifra dei religiosi massacrati fu di Graziani, alla fine dell'anno, verrà sostituito con il Duca d'Aosta Amedeo.

Nell'Africa Italiana si contavano diversi campi di prigionia 16 in Libia1 in Eritrea1 in Somalia. Nei campi vennero inviate sia le tribù allontanate dal Gebel Acdar sia gli indigeni appartenenti a tribù seminomadi vaganti attorno alle oasi o all'interno.

Nei 4 campi di rieducazione venivano inviati giovani appartenenti a tribù più evolute per addestrarli come funzionari indigeni impiegati nell'amministrazione coloniale. Infine nei tre campi di punizione venivano inviati tutti coloro che avevano commesso reati o ostacolato l'occupazione italiana.

Dalla testimonianza di un sopravvissuto, Reth Belgassen recluso ad Agheila :. Nella propaganda fascista L'Oltremare si affermava che "nel campo di Soluch c'è ordine e una disciplina perfetta e regna ordine e pulizia".

Dal giugnoal settembrel'esercito italiano combatté la stessa guerra di aggressione della Germania nazista. Inoltre truppe italiane presidiavano parte della Bosnia e della Croazia. Il modello occupazionale italiano non fu dunque difforme a tanti altri modelli occupazionali del tempo, senza dimenticare che esso fu applicato in regioni dove gli italiani erano percepiti dalla popolazione locale come aggressori e come tali furono osteggiati e contrastati.

La lotta contro i "banditi" slavi o greci, fu condotta con modalità di guerra dure, talvolta spietate, che in Grecia furono rese ancor più aspre dalla penuria alimentare, mentre in Jugoslavia furono rese drammatiche da feroci contrasti etnico-politici che contrapponevano ustascia, cetnici e titoisti alla ferrea volontà italiana di trasformare in suolo patrio, territori non abitati da italiani se non in una esigua parte della Dalmazia.

Sul piano militare vi fu tuttavia una marcata differenza fra la Wehrmacht e il Regio Esercitonel senso che per gli strateghi tedeschi il terrore sistematico figlio di un modello teorizzato prima della guerra dai vertici militari del Reich e sperimentanto già in Poloniafu massage cou anti ride strumento centrale della loro politica occupazionale e al quale fu dato largo spazio organizzativo prevedendo per questo compito solo truppe scelte, appositamente addestrate e dotate dei migliori equipaggiamentimentre la reazione del troppo "statico" Regio Esercito sfornito di efficienti mezzi di trasporto o di supporto logistico appare più spesso come difensiva di fronte agli attacchi veloci e improvvisi delle formazioni partigiane.

In sostanza le rappresaglie italiane, seppur cariche della stessa violenza di quelle tedesche, sono più il frutto di una manifestazione scomposta di debolezza, che di una organizzata volontà di terrore, con azioni affidate all'iniziativa dei singoli comandanti e delle singole autorità civili in un alternarsi contraddittorio tra ricerca di collaborazione delle popolazioni locali e repressione, nella quale la vendetta per i compagni caduti spesso vittima di orribili mutilazioni fu una componente psicologica non secondaria.

Le lettere dal fronte dei soldati italiani, lasciano inoltre trasparire una volontà di razzia dettata anche dalle modestissime condizioni di vita in patria si arraffano, oltre ai viveri, anche vestiario e scarpe da spedire ai familiari o da rivendere in loco. La novità rispetto agli altri crimini di guerra commessi dalle forze italiane nel corso della storia sta nel fatto che nei Balcani non vi furono i battaglioni "indigeni" come in Africa a svolgere il "lavoro sporco", ma questo fu fatto direttamente e solo dagli italiani.

Non va dunque taciuto che il Regio Esercito di quell'Italia Imperialista, ebbe una condotta disdicevole simile a quella degli eserciti occupanti di ogni nazione comprese quelle più democraticheattuando una politica repressiva ed efferata tipica delle zone occupate militarmente in un paese nemico che si ribella all'occupazione e dove si sviluppa una guerriglia partigiana variamente appoggiata dalla popolazione civile.

In Greciaper garantirsi il regolare approvvigionamento, gli eserciti occupanti razziarono risorse e derrate alimentari presenti immagazzinati nel paese, lasciando la popolazione civile priva dei mezzi di sussistenza minimi [40].

La fame e la denutrizione si estesero allora a tutti gli strati della popolazione, provocando reazioni quasi immediate contro le truppe occupanti. Il 26 gennaio ad Atene si svolse una manifestazione di 6. A fronte delle rivolte, vennero emesse ordinanze e bandi militari molto rigidi, decretate confische nei villaggi, arresti, fucilazioni e deportazioni nei campi di concentramento Larissa, Hadari e Atene o al confino italiano, per quanto riguarda gli oppositori politici [41].

Le autorità greche segnalarono stupri di massa. Migliaia di donne prese per fame vennero reclutate in bordelli per soddisfare soldati e ufficiali italiani. Tra settembre e ottobre le attività dell'E. Una di queste venne compiuta nella zona Parnaso-Giona e si concluse con persone internate in campo di concentramento e due paesi completamente sgomberati dalle popolazioni civili [42].

Cicli operativi di questo genere rappresentarono per l'occupante italiano una prassi consolidata finalizzata al mantenimento dell'ordine interno nei territori e alla lotta contro il movimento partigiano; gli uomini trovati con le armi in pugno durante i rastrellamenti venivano fucilati sul posto, mentre i prigionieri deportati nei campi di concentramento erano usati per eseguire rappresaglie successive ad azioni partigiane [43].

Il 16 febbraio a Domenikonun piccolo villaggio della Grecia centrale situato in Tessaglial'intera popolazione maschile tra i 14 e gli 80 anni venne trucidata. Nei dintorni di Domenikon, poco prima della strage, un attacco partigiano aveva provocato la morte di 9 soldati italiani. Li tennero in ostaggio fino a che, nel cuore della notte, procedettero alla fucilazione [46]. L'episodio rappresenta uno dei più efferati crimini di guerra commessi dall'Italia durante la seconda guerra mondiale.

Il 24 febbraio una grande manifestazione popolare ad Atene contro il lavoro forzato, pianificato dalle autorità dell'Asse, si diresse verso la sede del governo collaborazionista greco distruggendone i locali.

Per consentire lo svolgimento delle operazioni militari vennero infatti sgomberate completamente intere zone abitate da civili albanesi e furono razziate, per necessità belliche, tutte le risorse disponibili del posto lasciando alla fame migliaia di profughi albanesi cacciati dalle proprie terre e abitazioni:. I primi nuclei di resistenza albanese all'occupante italiano scontarono, in special modo all'inizio, non poche difficoltà organizzative, in quanto poco e male armati si pensi allo scarso armamento dell'Esercito regolare albanese per prefigurare i pochi mezzi a disposizione delle bande partigianema poterono contare su un ampio appoggio della popolazione civile.

Questo aspetto, affatto secondario, spinse gli italiani, che non volevano né potevano permettersi l'apertura di un fronte interno in Albania durante le operazioni belliche generali dal in poi, a repressioni selvagge della popolazione fiancheggiatrice con il movimento partigiano [50]. Le misure punitive adottate contro i civili, come deterrente alla ribellione e tva prothese mammaire 600cc di mantenimento dell'ordine interno, vennero razionalmente progettate fin dall'inizio della campagna albanese, in particolare il mezzo della rappresaglia feroce e indiscriminata fu lo strumento con il quale l'esercito e le forze di occupazione italiane pensarono di recidere alla base e con effetto immediato un possibile spirito di rivolta delle popolazioni locali [51].

Le difficoltà militari incontrate dall'Italia nella campagna di Grecia crearono come riflesso una situazione politico-sociale difficilmente controllabile sul territorio albanese. Le milizie collaborazioniste albanesi si smembrarono facendo mancare agli italiani un supporto consistente per la gestione dell'ordine pubblico e la repressione anti-partigiana:.

In importanti centri come Valona la resistenza partigiana divenne fenomeno di massa obbligando l'amministrazione italiana all'impiego di centinaia di militari per operazioni di ordine pubblico.

Città come FieriBerat e Argirocastrodivenuti centri attivi di lotta partigiana, subirono da parte dei miliziani filo-fascisti albanesi rappresaglie e rastrellamenti particolarmente cruenti tanto che nella zona di Skrapari i villaggi investiti dalle operazioni di polizia vennero completamente rasi al suolo e dati alle fiamme, dopo la razzia dei beni civili [55]. In città, nelle quali l'opposizione anti-italiana assunse forme signification rides front e attive, le forze fasciste operarono sistematicamente arresti, interrogatori, torture e impiccaggioni pubbliche degli oppositori.

Il 14 luglio venne realizzata, dal Regio Esercito, un'imponente operazione militare antipartigiana nei villaggi intorno a Mallakasha e al termine di quattro giorni di combattimento, in cui vennero usati artiglieria pesante e aviazione, tutti gli 80 villaggi della zona vennero rasi al suolo causando la morte di centinaia di civili [57].

L'eccidio di Mallakasha al termine della guerra verrà simbolicamente ricordato dalle autorità albanesi come la " Marzabotto albanese" con la volontà di porre in relazione i brutali metodi dell'occupazione tedesca e quelli italiani riguardo al controllo territoriale [57]. Le statistiche dei danni arrecati all' Albania dall'occupante italiano parlano di I militari italiani inclusi nelle liste della Commissione delle Nazioni Unite per crimini di guerra e in quelle del governo dell'Albania, al 10 febbraio risultaronodei quali 3 inclusi nella lista della commissione e aggiunti con nota verbale dal governo albanese che ne fece richiesta di estradizione all'Italia [59].

Nessuno degli accusati venne estradato e tanto meno processato [60]. Nell'aprile del il Regno di Jugoslavia fu occupato dalle potenze dell'Asse. L' Italiache era già presente a Zarasi annesse parte della Slovenia provincia italiana di Lubiana e quasi tutta la parte costiera della Dalmazia settentrionale con tutti i principali centri urbani, come Spalato e Sebenicononché la zona della Bocche di Cattaro Governatorato di Dalmazia. Gli italiani diedero subito via a una massiccia garnier ultra lift soin anti-rides sérum + crème 15 radicale italianizzazione delle provincie annesse: vennero inviate ad amministrarle i segretari politici del fascio, del dopolavoro, dei consorzi agrari e medici, maestri, impiegati comunali, levatrici subito odiati da coloro ai quali tolsero gli impieghi [61].

In Dalmazia le insegne scritte in croato vennero sostituite da scritte in italiano, proibiti giornali, manifesti, vessilli croati; sciolte le società culturali e sportive, imposto il saluto romano, ripristinati i cognomi italiani con lo stesso decreto emanato durante l'impresa fiumana.

Uno speciale ufficio per le terre adriatiche offriva prestiti e provvidenze a quanti erano disposti a snazionalizzarsi, e intanto acquistava terreni da redistribuire agli ex-combattenti italiani [62]. La prevedibile risposta fu l'inizio della resistenza, che i tribunali speciali e militari istituiti alla fine di luglio colpirono con le prime sentenze di morte: 8 a Bencovazzo il 6 agosto; 6 a Sebenico il 13 ottobre; 19 a Spalato il 14 ottobre; 12 a Vodizze il 26 ottobre [63].

In Dalmazia furono organizzate rappresaglie sui familiari di latitanti ribelli che portarono all'internamento di migliaia di persone [64]. Gli iscritti alle liste, non appena catturati, sarebbero stati passati per le armi; le famiglie degli iscritti sarebbero state considerate ostaggi e non avrebbero potuto, per nessuna ragione, allontanarsi dal comune di residenza, senza un salvacondotto rilasciato dalla PS o dai CC.

In caso di allontanamento ingiustificato sarebbero stati passati per le armi.

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I beni degli iscritti alle liste sarebbero stati confiscati o venduti al miglior offerente. I capovilla di ogni villaggio dovevano tenersi a disposizione dell'autorità civile e militare e contribuire alla ricerca e l'identificazione degli iscritti nelle liste.

In caso di colpevole negligenza anch'essi sarebbero stati passati per le armi [65]. Le truppe del Regio Esercito stanziate in Slovenia furono subito impegnate in una dura lotta contro le formazioni partigiane, che - secondo Mussolini - avevano applicato per prime una politica di terrore.

Per colpire la resistenza jugoslava le autorità italiane puntarono sulla deportazione di intere zone popolate da civili in contatto o in grado di parentela con i partigiani. La stessa politica venne perseguita anche nell'adiacente Provincia di Fiume: il locale Prefetto - Temistocle Testa - redasse il 19 giugno il rapporto "Allontanamento di coniugi di ribelli della Provincia di Fiume".

Nell'estate le autorità italiane decisero di utilizzare reparti del Regio Esercito per il controllo del territorio delle zone controllate dalla resistenza. Il 6 ottobre le divisioni "Granatieri" e "Isonzo" avviarono una prima offensiva nel territorio di Golo-Skrilje e Mokrec-Malinjek incendiando le case del luogo [67] ; il 14 ottobre a Zapotok i militari italiani attaccarono il battaglione partigiano "Krim" uccidendo 2 combattenti jugoslavi e arrestando i civili che abitavano il vicino villaggio:.

Dalla relazione del novembre del comandante della divisione "Granatieri" e dell'XI Corpo d'armata si evince che i granatieri italiani a Ribnica riuscirono, dopo tre giorni di operazioni, a sbarrare la strada per la Croazia ai ribelli e a distruggerne la banda: 13 uccisi, 10 feriti e catturati, 44 catturati illesi [67].

Cinque dei nove condannati a morte vennero fucilati al poligono di tiro di Opicinavicino Triesteil 15 dicembre e uno di questi, Pinko Tomazic, liposuccion morbihan sud la fine della guerra venne decorato come eroe nazionale [70]. Nel novembre a seguito di un attacco partigiano ad un ponte ferroviario sulla linea Lubiana-Postumia vennero eseguiti rastrellamenti e distruzioni in vaste zone adiacenti; durante le operazioni militari e gli scontri armati con la resistenza jugoslava le truppe italiane ebbero 4 morti e 3 feriti.

Le autorità italiane reagirono incarcerando 69 civili dei villaggi del luogo, processandoli ed emettendo 28 condanne a morte, 12 ergastoli, 4 a trent'anni di carcere e altri 6 a pene tra i cinque e gli otto anni [71]. Dal gennaio al 23 febbraio le autorità civili e militari italiane cinsero con filo spinato e reticolati l'intero perimetro di Lubiana[72] disponendo un ferreo controllo su tutte le entrate e le uscite della città. Il recinto era lungo ben 41 chilometri e nel suo corso vennero dislocati sessanta posti di guardia, nonché quattro stazioni fotoelettriche.

La città venne divisa in tredici settori e furono raccolti A Lubiana nel solo mese del marzo '42 gli italiani fucilarono ostaggi [74]. Secondo fonti slovene e jugoslave, in 29 mesi di occupazione italiana della Provincia di Lubiana, vennero fucilati o come ostaggi o durante operazioni di rastrellamento circa 5.

Tutto il territorio del Montenegro e il Sangiaccato fu occupato e presidiato dalla Divisione di fanteria "Messina", dai Reali Carabinieridalla Polizia, Guardia di Finanza e dalle Unità di cetnici montenegrini.

Successivamente l'area delle Bocche di Cattaro fu annessa al Regno d'Italia come una nuova provincia italiana, dipendente dal Governatorato della Dalmazia. Il 12 luglio fu proclamato a Cettignesotto il protettorato dell'Italia, il "libero e indipendente" Regno di Montenegro. L'insurrezione popolare ebbe successo e in sette giorni prese il controllo delle campagne con l'esclusione delle città e della costa sconfiggendo i reparti del Regio Esercito Italiano e impadronendosi di ingenti quantitativi di armi e altro materiale bellico.

Come reazione il Comando Supremo del R. Tra le misure impiegate dai comandi militari vi furono anche i bombardamenti dell'aviazione contro villaggi e piccole cittadine [76] :.

Il 2 dicembre i reparti del Regio Esercito irruppero nel villaggio di Pljevlja fucilando sul posto 74 civili e passando per le armi anche tutti i partigiani catturati [78]. Il 14 dicembre vennero fucilati 14 contadini nel villaggio di Drenovo, mentre nei villaggi di Babina Vlaka, Jabuka e Mihailovici vennero uccise persone, tra cui donne e bambini, e incendiate 23 case [80]. Su questi ultimi cicli operativi scriverà anche Tito nelle sue memorie:. Tutte le azioni compiute dalle truppe rispondevano alle direttive generali degli alti comandi militari e all'indirizzo voluto dalle autorità d'occupazione d'intesa con il governo di Roma.

Tali indicazioni, nella pratica, si traducevano in efferati crimini di guerra commessi dalle truppe italiane. Nel gennaio le truppe italiane fecero irruzione nei villaggi di Ljubotinja e Gornji Ceklini devastandone gli abitati; a Bokovo vennero arrestati e deportati una quindicina di contadini.

L'episodio venne confermato dalla testimonianza del sergente capo-radiotelegrafista Amelio Martello:. Il 20 giugno Pirzio Biroli fece fucilare 95 comunisti. Il 25 giugno a Cettignein rappresaglia di un attacco partigiano alle truppe del Regio Esercito che aveva provocato la morte di 9 ufficiali italiani, vennero fucilati 30 montenegrini.

Il 31 dicembre Pirzio Biroli fece fucilare per rappresaglia contro l'uccisione di un nazionalista 6 montenegrini accusati di correità e partecipazione all'uccisione. Dai documenti redatti dall'Alto Commissario Emilio Graziolima anche da quelli dei generali Roatta, Robotti e Gambara, emerge un conflitto che non si limita alla repressione contro il Fronte di Liberazionema che parte da una diversa visione politica del rapporto tra vincitori e vinti, tra razza dominatrice e popolazione assoggettata: quindi marcatamente razzista.

Orlando, intende l'eliminazione della massa attraverso la deportazione di migliaia di uomini nei campi di concentramento, che i comandi militari hanno aperto in Italia e in Dalmazia per sloveni e croati. Viene anche adottata la politica dell'affamamento e della rapina, praticata dai comandanti italiani, tra gli altri il gen.

Danioni che progetta di:. Mario Roatta propone inoltre la deportazione: "di tutti i disoccupati e degli studenti per farne unità di lavoratori". Inoltre viene condotta una repressione contro gli intellettuali docenti e studenti dall'università alle scuole inferiori essendo considerati la colonna portante del movimento partigiano.

Nel corso di una riunione con i vertici delle Forze armate di Roma e della II Armata, tenuta a Gorizia il 31 luglioMussolini approva le analisi e le decisioni di Roatta:. Queste, per un alto senso di civiltà ed umanità, si sono limitate all'azione militare, evitando misure che gravassero sul'insieme della popolazione ed ostacolassero la normale vita economica del paese.

E' solo quando i rivoltosi sono trascesi ad orrendi delitti contro italiani isolati, contro vostri pacifici concittadini e persino contro donne e bambini, che le autorità italiane sono ricorse a misure di rappresaglia ed a qualche provvedimento restrittivo, di cui soffrite per causa dei rivoltosi. Ora, poiché i rivoltosi continuano la serie di delitti, e poiché una parte della popolazione persiste nel favorire la ribellione, disponiano quanto segue:. La scelta di costituire campi di concentramento per i 1 karides cipsi viene concepita dapprima per neutralizzare gli elementi ritenuti pericolosi per l'ordine pubblico; ma successivamente le deportazioni crescono, coinvolgendo quote sempre più vaste di popolazione soprattutto quella rurale.

In un vertice tenuto a Fiume il 23 maggioRoatta annuncia l'appoggio di Mussolini alla linea dura dei generali:. A partire dal luglio le divisioni italiane, con grandi operazioni di rastrellamento alla caccia delle formazioni partigiane, svuotano il territorio in cui queste sono più presenti, deportando la popolazione dei villaggi in campi di concentramento costituiti appositamente. Si tratta soprattutto di donne, bambini ed anziani, poiché gli "uomini validi" fuggono nei boschi alla vista dei reparti italiani, per evitare di essere presi come ostaggi e fucilati nelle quotidiane rappresaglie decretate dai tribunali militari di guerra.

Regime politico na india

Ma dai documenti degli stessi generali italiani emerge anche la determinazione per cui le rappresaglie contro i civili devono essere un'arma di pressione contro i partigiani del Fronte di Liberazione, che tengono in scacco una grossa parte dell'esercito italiano.

Tra l'estate del e quella del furono attivi sette campi di concentramento per civili sotto il controllo della II Armata che aveva la competenza su Slovenia e Dalmazia. Stabilire oggi il numero dei deportati risulta assai difficile, sia per la frammentarietà degli archivi consultabili, sia perché le stesse autorità italiane scrivevano di non avere un quadro delle situazione.

Secondo alcune stime si conterebbero almeno Mentre un documento del Ministero degli interni italiano, databile alla fine dell'agostoindica un complesso di cinquantamila elementi circa, sgombrati dai territori della frontiera orientale in seguito alle operazioni di polizia in corso, di cui la metà donne e bambini.

La causa principale delle morti nei campi era la fame e il freddo. Già nel maggio una lettera di un dirigente cattolico di Lubiana segnala alle autorità militari italiane, che "nel campo di concentramento di Gonars Dal rapporto destinato ai comandi militari e redatto da un ufficiale medico, emerge un livello di alimentazione insufficiente ed una situazione igienica inadeguata. Lo stesso afferma che la insufficienza alimentare si moltiplica per il freddo e la dispersione di calore corporeo vivendo i civili sotto tende, con abiti estivi e coperte insufficienti.

In seguito vi furono ospitati anche ebrei fuggiaschi dalla Croazia. Complessivamente vi furono internati più di Secondo le autorità italiane, fino al 19 novembrenel campo di concentramento di Arbe i morti erano stati di cui 62 bambini. Il campo di Arbe fu gestito completamente da italiani. Il numero complessivo di vittime non è accertato, ma si stima che soltanto nell'inverno - intorno a 1. Della gravità della situazione nei campi scrivono anche ufficiali dei Carabinieri Reali nei loro rapporti ai comandi:.

I campi di concentramento rimasero attivi fino al disfacimento dell'esercito italiano, avvenuto in seguito dell'armistizio dell' 8 settembre e la conseguente cessazione delle ostilità da parte delle truppe monarchiche italiane verso le forze di liberazione jugoslave. In particolare erano accusati sia il generale Pietro Badoglio che Rodolfo Graziani. Badoglio non fu mai processato a differenza di Graziani. Ma i reati imputati riguardavano esclusivamente crimini commessi in Italia contro italiani, e non commessi all'estero.

Le nazioni colpite dall'occupazione italiana, nonostante gli accordi internazionali prevedessero [92] la loro estradizione non ne ottennero alcuna, come nulli furono i tentativi italiani di ottenere la consegna dei criminali di guerra titini e scarsi di quelli tedeschi. Le Note si articolavano in quattro punti, 1 crimini commessi dagli jugoslavi nei confronti dei cittadini italiani, 2 crimini commessi da jugoslavi nei confronti della popolazione civile locale, 3 interventi di assistenza dell'esercito italiano verso la popolazione civile, 4 l'intenzione di chiarire gli aspetti controversi che coinvolgevano militari italiani in presunti crimini.

A questa il nuovo Presidente del Consiglio Alcide De Gasperi rispose scrivendo una lettera al comandante della Commissione alleata di Controllo in Italia. Nel frattempo il Governo italiano prepara una lista di presunti criminali di guerra jugoslavi responsabili di efferratezze nei confronti dei soldati italiani durante l'occupazione italiana deldi infoibamenti nel e nel Nell'estate con la rottura avvenuta tra Jugoslavia e Unione Sovietica cessano definitavamente le richiesta all'Italia di estradizione di italiani e i deferimenti in atto in Italia archiviati.

Tra il e il destarono notevole scalpore le notizie circa diverse accuse di violenze torture e maltrattamenti a danno di civili somali mosse nei confronti dei soldati italiani inquadrati nelle missioni di pace dell'ONU in Somalia UNOSOM I e II. L'opinione pubblica italiana fu scossa dalla pubblicazione da masque cheveux miel pour di un settimanale nazionale di alcune foto in cui si riconoscevano soldati italiani intenti a torturare prigionieri somali con degli elettrodi.

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